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Il saldo delle partite correnti è un indicatore economico chiave che misura il saldo commerciale di un paese, inclusi beni, servizi, redditi primari e trasferimenti correnti. Essenzialmente, è la differenza tra ciò che un paese guadagna all'estero e ciò che spende. Un saldo positivo indica che un paese esporta più di quanto importa, accumulando ricchezza, mentre un saldo negativo segnala un deficit commerciale.
Il grafico rivela tendenze significative. Gli Stati Uniti mostrano un deficit cronico delle partite correnti, in particolare in crescita dopo il 2000. Questo è legato alla sua economia fortemente orientata al consumo, guidata da una forte domanda di beni e servizi esteri. Il deficit sostenuto è anche supportato dal ruolo del dollaro statunitense come valuta di riserva globale, che consente agli Stati Uniti di acquistare beni esteri senza una svalutazione immediata della valuta.
Al contrario, la Cina ha registrato un surplus significativo dal 2000 al 2010, durante la sua rapida espansione come "fabbrica del mondo". Le massicce esportazioni hanno alimentato una crescita senza precedenti. Tuttavia, negli ultimi anni, il surplus della Cina si è ridotto a causa di un passaggio verso un maggiore consumo interno e una minore dipendenza dalle esportazioni, segnalando un cambiamento nel suo focus economico.
La Germania, d'altra parte, esemplifica una nazione che beneficia di un'economia orientata all'esportazione, in particolare nei settori automobilistico e manifatturiero. Dal 2000, il surplus delle partite correnti della Germania è aumentato costantemente, rendendola una delle economie più stabili in Europa. Questo surplus è in parte dovuto alla competitività interna, rafforzata da politiche economiche conservative e moderazione salariale.
Il Giappone ha mantenuto un saldo delle partite correnti costantemente positivo grazie alle sue esportazioni high-tech e ai beni ad alto valore aggiunto. La Russia, nel frattempo, ha visto maggiori fluttuazioni, con surplus più ampi durante i periodi di alti prezzi dell'energia, riflettendo la sua dipendenza dalle esportazioni di petrolio e gas.